A cattivista, buonista e mezzo
In questa nuova epoca cattivista, la resistenza individuale è un dovere morale

Il movimento globale più vincente dell'ultimo periodo e che ha preso il potere anche nella prima potenzia mondiale è quello dei maschi bianchi preoccupati di stare perdendo i loro privilegi. Per anni hanno dovuto fare buon viso a cattivo gioco e mostrarsi inclusivi e woke, pena lo stigma sociale. La faccenda stava diventando intollerabile, per loro, e ora siamo nel pieno della reazione. Siamo entrati, e chissà quando ci usciremo, nell'epoca cattivista. Una nuova epoca nella quale la società inclusiva è vista con disprezzo, la mascolinità tossica dei bro è un plus, si possono rigurgitare idiozie razziste senza paura della minima conseguenza e la donna è meglio che stia in casa ad allevare i figli.
Questa nuova epoca inoltre si porta dietro anche la fine di una cosina piccina che è stata in giro per decenni e che ha plasmato le relazioni internazionali e tutte le nostre vite, ossia l'ordine liberale internazionale. Con tutti i suoi limiti, per decenni l'ordine liberale internazionale ha fatto da bussola alle relazioni internazionali con il diritto internazionale e la superiorità politica delle democrazie liberali grazie alla leadership degli Usa. Ora gli Stati Uniti stanno, semplicemente, cambiando sponda. Cina e Russia sono riuscite a infettare gli Usa e ora nel mondo la logica imperialista autoritaria ha preso il sopravvento. Come nel periodo precedente alla Seconda Guerra Mondiale, anche oggi il liberalismo sembra un trabiccolo del passato, non più adatto ai tempi. Ieri fascismo e comunismo erano le nuove ideologie con il vento in poppa, adatte al nuovo tempo e destinate dalla storia a spazzare via la debole democrazia liberale; oggi, da Oriente a Occidente, sembra che l'unione di queste due, il rossobrunismo, sia la vecchia sbobba propagandata come nuova ricetta per salvare la società dal decadente liberalismo.
In questa nuova epoca cattivista nella quale il rossobrunismo è l'ideologia dominante e l'esatto opposto di tutto quello in cui credo e di tutto quello a cui tendo per il futuro mio e di mio figlio, sento, nel mio microscopico, la necessità morale di resistere a questa, scusate il termine tecnico, merda. Quindi, dato che ho a cuore la società aperta, plurale, inclusiva, libera, democratica, illuminista e che si affida alla scienza e dato che mi fa repulsione totale la società chiusa, cattiva, triste, oscurantista e autoritaria, sento la necessità di esprimere ancora di più il mio buonismo woke, il mio liberalismo d'altri tempi, il mio basarmi sui dati della scienza, il mio globalismo, la mia speranza verso un futuro con il sorriso. Ho iniziato questa mia forma di resistenza a fine gennaio, iscrivendomi ai Verdi Liberali, perché, come ci insegna la Svizzera, si parte sempre dal locale. Invito ognuno di voi a tenere accesa la fiaccola del liberalismo e della bontà, i prossimi anni saranno molto probabilmente orribili e molto probabilmente il tunnel non finirà alle prossime elezioni americane. La resistenza di ogni singola persona nelle comunità è il mattone con il quale costruiamo un riparo contro la tempesta di, e scusate di nuovo il termine tecnico, merda che soffia prepotente e arrogante.