I pacifisti non sono i nostri nemici
Il pensiero pacifista non è da sminuire. Possiamo non essere d'accordo ma penso sia utile mantenere il dialogo.

Come già scritto nel post precedente, dire che la situazione internazionale sia cambiata è ormai un eufemismo. L'ordine liberale internazionale, sorretto dalla supremazia americana, è finito con la seconda presidenza Trump. Gli Usa, la prima potenza mondiale, non sono più i garanti di un ordine internazionale basato, almeno a parole, sul rispetto di una serie di regole condivise, come per esempio non invadere uno stato vicino. Gli Usa ora hanno cambiato schieramento e sono allineate con l'asse delle potenze autoritarie, imperialiste e fasciste; queste potenze ora hanno le mani libere. Siamo in un nuovo periodo storico, quello emerso dopo la Seconda Guerra Mondiale è finito.

In questo nuovo contesto mondiale, l'Europa deve guardare in faccia la durissima nuova realtà: non può più contare sull'alleato americano per la sua difesa, la Russia è una minaccia estremamente concreta per i suoi confini orientali, c'è quindi la necessità di armarsi per deterrenza e difesa. Quest'ultima affermazione però è particolarmente indigesta alle persone definite come pacifiste. Anche se non condivido il pensiero pacifista, penso sia sbagliato e fuorviante concentrare le nostre critiche, di noi che vogliamo che le democrazie liberali siano in grado di difendersi e non arretrare, verso i pacifisti; non sono loro i nemici.
Il pacifismo è un pensiero filosofico e religioso che merita rispetto. Ha sempre avuto vita difficile e spesso ha ricevuto critiche molto dure durante i periodi di guerra, come quella di George Orwell:
Il pacifismo è oggettivamente filofascista. È una questione di buon senso. Se si ostacola lo sforzo bellico di una parte, si aiuta automaticamente quello dell'altra. Non c'è nemmeno un modo reale per rimanere fuori da una guerra come quella attuale.
Il pacifismo, come viene inteso oggi nel linguaggio comune, include una varietà di posizioni che vanno da un'adesione assoluta alla non-violenza a una sorta di opposizione alle armi e alla guerra in generale: il pacifismo rifiuta la guerra come mezzo accettabile per ottenere la pace. Il pacifismo può essere descritto come un impegno alla non-violenza nella propria vita personale, che può includere coltivare virtù pacifiche come tolleranza, pazienza, misericordia, perdono e amore. Il pacifismo, passando dal personale al globale, può inoltre essere collegato a un più ampio progetto di trasformazione spirituale e religiosa, come nell'impegno di Gandhi per la non-violenza, che è tutto fuorché una pratica passiva.
Io, ripeto, non sono d'accordo con il pensiero pacifista e penso che le nostre società liberali debbano difendersi con le armi in pugno contro i bulli autoritari dato che questi capiscono solo il liguaggio della violenza; in quanto, appunto, bulli. Se oggi soffiano venti di guerra non è a causa delle democrazie liberali ma per colpa dei regimi autoritari che alzano la testa cercando imperialisticamente di espandere la loro influenza. Tuttavia, in tutta onestà, non me la sento di deridere il pensiero pacifista perché certezze non ne ho e domande me ne faccio. La scala dei miei valori è diversa da quella dei pacifisti ma non penso che la loro sia qualitativamente peggiore. È una visione del mondo e delle relazioni internazionali diversa, che parte da premesse diverse per arrivare a quello che anche io voglio, ossia una pacifica convivenza e cooperazione tra le persone e le nazioni su un piano di parità, senza sopraffazioni e violenze. Io penso che contro i bulli serva deterrenza e che la difesa della libertà valga ricevere un proiettile, i pacifisti che serva esempio e che la vita non sia sacrificabile: alla fine vai a sapere la conta delle vittime con quale metodo è più alta.
Un discorso completamente diverso invece va fatto per i finti pacifisti, quelli che in realtà sono collaborazionisti dei regimi autoritari. Quelli che ti parlano in modo peloso di pace quando nella realtà fanno gli interessi dei regimi illiberali. Ecco, quelli vanno sempre smascherati e messi alla berlina. Dialogare con i pacifisti, sputare addosso ai collaborazionisti.